DIPENDENZE TECNOLOGICHE

Ho una formazione nell’ambito delle DIPENDENZE TECNOLOGICHE e del Cyberbullismo, con l’Associazione Nazionale Di.Te.

Mi occupo del trattamento delle Dipendenze da Internet, delle Dipendenze tecnologiche, di Bullismo e Cyberbullismo e di Gioco d’Azzardo Patologico.

Le dipendenze da Internet sono una serie di comportamenti che si caratterizzano per un rapporto patologico tra l’uomo e la rete e ai quali sottostanno difficoltà legate al controllo degli impulsi e alla regolazione degli stati emotivi.

Tra le Dipendenze da Internet è possibile includere:

  • la dipendenza da videogiochi;
  • la dipendenza da relazioni virtuali;
  • la pornodipendenza;
  • il cybersesso;
  • Hikikimori e isolamento sociale;
  • lo Shopping compulsivo;
  • il Sovraccarico Cognitivo.

Le dipendenze tecnologiche si caratterizzano per un rapporto patologico dell’individuo con i nuovi mezzi tecnologici, la cui diffusione sta definendo l’emergere di nuovi sindromi comportamentali e vissuti emotivi.

Degli studi riconoscono una serie di comportamenti osservabili, che rivelano la caduta nella dipendenza tecnologica o comunque la presenza di una problematica seria:

  • Quantità significativa di ore trascorsa in rete;
  • Connessioni notturne prolungate e problemi con il sonno;
  • Attività fisica ridotta;
  • Evitamento contatto visivo con i familiari;
  • Attività sessuale compromessa;
  • Scarsa partecipazione ad eventi sociali;
  • Limitato uso della televisione;
  • Irritabilità o rabbia;
  • Rinuncia o disinteresse per attività non collegate alla rete.

Tra le Dipendenze Tecnologiche è possibile includere:

  • Nomofobia (detta sindrome da disconnessione, descrive la paura di rimanere sconnessi dal contatto di rete di telefonia mobile).
  • Vamping (i giovani attendono la notte per rimanere svegli  fino alle prime ore del mattino, per socializzare, chattare e tenere contatti con gli altri utenti della rete).
  • Work Alcholism (detto anche work addiction , rappresenta una vera e propria ossessione per il lavoro che rende la persona incapace di “staccare” da esso, con conseguenze psicologiche significative come la depressione, l’ansia, il malessere affettivo, l’irritabilità e spesso anche conseguenze fisiche).

Il GIOCO d’AZZARDO PATOLOGICO

Il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, il DSM 5, definisce il Gioco d’Azzardo Patologico come il persistente e ricorrente comportamento problematico di gioco d’azzardo che comporta difficoltà o disagio clinicamente significativi, come riferito da un soggetto che, nell’arco di un periodo di 12 mesi, presenta quattro o più tra i seguenti sintomi:

  • Ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata.
  • E’ irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo.
  • Ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d’azzardo.
  • E’ eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo
  • Spesso gioca d’azzardo quando si sente a disagio
  • Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per rifarsi.
  • Mente per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo.
  • Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera a causa del gioco d’azzardo.
  • Fa affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

IL CYBERBULLISMO

Con il termine cyberbullismo si intende descrivere il nuovo e dilagante fenomeno del bullismo online, ossia l’utilizzo delle nuove tecnologie e di strumenti elettronici, come chat, sms, foto, video, e mail, siti web e servizi di messaggistica istantanea, per perpetrare azioni aggressive e intenzionali eseguite in modo persistente con lo scopo deliberato di far male o danneggiare una persona, che non può difendersi facilmente.

Le statistiche ISTAT indicano che tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o Internet, il 5,9% denuncia di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono più di frequente vittime di Cyberbullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi).

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