IL LEGAME DI ATTACCAMENTO (Psicologia dell’età evolutiva)


Bowlby
identifica quattro fasi dello sviluppo del legame di attaccamento.
Durante la prima fase (primi 2 mesi), si manifestano comportamenti di ricerca di contatto e prossimità non selettivi e senza discriminazione di una specifica figura di attaccamento. Il pianto, il sorriso e le vocalizzazioni del bambino, hanno la funzione biologica di assicurargli sicurezza e protezione.
La seconda fase (dai 3 ai 6 mesi) è costituita da comunicazioni dirette selettive verso la madre che fornisce cure.
La terza fase che va dai 6 mesi ai 2 anni, è caratterizzata da comportamenti di mantenimento della vicinanza verso la figura di attaccamento discriminata. Il bambino impara a camminare e può prendere l’iniziativa del contatto fisico, avvicinandosi o allontanandosi dalla madre. In questa fase si manifestano l’ansia da separazione e la paura dell’estraneo, che sono indicativi della paura di essere lasciato solo e la preferenza del bambino per la propria figura di attaccamento.
Durante la quarta fase che va dai 2 anni in poi, il bambino manifesta comportamenti intenzionali che hanno scopi ed obiettivi programmati e regolati da feedback ambientali. Il bambino è in grado di stabilire un rapporto reciproco con la madre, di intuirne e comprenderne i sentimenti e le emozioni e di adattarsi parzialmente alle sue esigenze.
Dopo i 3-4 anni il bambino grazie all’ampliamento delle competenze linguistiche e cognitive, è in grado di manifestare pattern relazionali più complessi.
Il metodo della “Strange Situation” messo a punto da Ainsworth e collaboratori per valutare il legame di attaccamento, ha lo scopo di creare una situazione sperimentale di leggero stress, che permetta di osservare i comportamenti del bambino tra 12 e 18 mesi, al momento della separazione e ricongiunzione con la madre.

Sono state identificate 3 tipologie di attaccamento:

Pattern A, Attaccamento insicuro evitante.
E’ lo stile di attaccamento manifestato dai bambini che durante il primo anno di vita, hanno sperimentato una relazione con una figura d’attaccamento insensibile ai loro segnali e rifiutante relativamente al contatto fisico, anche in situazioni stressanti per il bambino. Tali bambini appaiono sfiduciati relativamente ad una risposta materna adeguata e manifestano distacco ed evitamento della vicinanza e del contatto con la madre; inoltre non reagiscono alla separazione dalla madre, manifestano molta autonomia e concentrazione su oggetti e giochi.

Pattern B, Attaccamento sicuro.
E’ lo stile di attaccamento espresso dai bambini che hanno avuto una figura materna sensibile ai segnali di disagio e sofferenza e molto responsiva ai loro bisogni. Tali bambini avendo fiducia nella responsività della madre in condizioni di pericolo, riescono a mantenere una sicurezza interna, che permette loro di esplorare il mondo. Quando avviene la separazione dalla madre manifestano segni di disagio e di sconforto, ma quando la madre torna, manifestano il loro bisogno di contatto e riescono ad essere da lei consolati, per poi tornare all’attività di esplorazione ambientale.

– Pattern C, Attaccamento insicuro, ansioso- ambivalente

I bambini che manifestano questo stile di attaccamento, durante i primi mesi di vita, hanno avuto una figura materna imprevedibile nelle risposte ai loro bisogni. Tali bambini manifestano un’incertezza relativa alla disponibilità della madre nel garantire aiuto e protezione, sembrano quasi totalmente assorbiti dalla figura di attaccamento, ma non riescono ad utilizzarla come base sicura da cui partire per esplorare l’ambiente. Quando avviene la separazione dalla madre esprimono in modo esasperato reazioni di disagio e angoscia e non si calmano nemmeno quando la madre ritorna, anzi mostrano nei suoi confronti comportamenti ambivalenti e appaiono inconsolabili.

– Pattern D, Attaccamento insicuro disorganizzato.
I bambini che manifestano tale stile di attaccamento, risultano essere incapaci di costruire un legame con la madre, poiché non sono in grado di organizzare una strategia comportamentale unitaria ed esprimono segnali inadeguati a mantenere e strutturare il legame con la madre. Tali bambini potrebbero manifestare movimenti ed espressioni non diretti, interrotti ed incompleti, movimenti asimmetrici, movimenti non congrui e posizioni anomale, immobilità, espressioni e movimenti rallentati, comportamenti diretti ed espliciti di apprensione o spavento rivolti ai genitori, ecc.
L’attaccamento disorganizzato e disorientato è associato a situazioni in cui la figura di attaccamento è dominata da esperienze traumatiche o a condizioni in cui i bambini sono stati vittime di maltrattamenti e abusi.

Il legame di attaccamento determina rappresentazioni mentali di sé e degli altri, che costituiscono modelli operativi interni, che hanno la funzione di orientare l’individuo nell’interpretazione delle informazioni che provengono dal mondo esterno e di guidare il suo comportamento nelle situazioni nuove; si ha quindi una continuità dell’attaccamento oltre il periodo della sua formazione, grazie alla costituzione di modelli mentali complessi delle figure affettive e di sé stesso.
Ad esempio nel pattern di Attaccamento Sicuro i modelli operativi interni si costituiscono sulla base di una figura di attaccamento disponibile a rispondere positivamente e coerentemente alle richieste di aiuto e conforto. La rappresentazione del Sé è caratterizzata quindi dal senso di essere degno di amore e dal fatto che i propri bisogni di conforto hanno valore ed avranno uno spazio.

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